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La coibentazione dell'involucro

Il crescente interesse alle problematiche ambientali ha fatto sì che l'involucro edilizio non venisse più considerato solo come l’elemento separatore tra interno ed esterno, ma come un’interfaccia dinamica in continua ed attiva interazione con i fattori climatici esterni.

L'efficienza dell'involucro è data dalla capacità di reagire in maniera flessibile alla variabilità delle condizioni ambientali, minimizzando le dispersioni termiche nel periodo invernale e limitando l'innalzamento della temperatura in quello estivo, con il conseguente miglioramento del comfort abitativo e della qualità ambientale.


Fino ad ora abbiamo parlato di isolamento e di trasmittanza in senso generale, ora entriamo nel dettaglio per capire come e con quali materiali si possa isolare un edificio e quindi ridurre la trasmittanza del suo involucro.

Una parete classica è formata da una struttura portante che può essere realizzata nei seguenti modi:

     - Muratura portante (tipicamente con poroton);
     - Struttura con travi in calcestruzzo armato;
     - Pannelli prefabbricati di calcestruzzo armato.


Nella stragrande maggioranza degli edifici residenziali la struttura portante è realizzata mediante travi di calcestruzzo armato, mentre negli anni '80-'90 si era soliti realizzare le villette con muratura portante, cioè senza i classici pilastri. 

Oltre alla struttura portante, una parete classica presenta inoltre l’isolamento (anche se questa prassi si diffuse solo a partire dagli anni '90 ed in modo particolare in seguito all’introduzione della Legge 10 del 1981 sul risparmio energetico) e l’intonaco.

Gli accorgimenti tecnologici tradizionalmente adottati in edilizia per ridurre le dispersioni termiche attraverso l’involucro, sono diversi. Tutti hanno il logico obiettivo di ridurre la trasmittanza termica (U), che incide negativamente sulla potenza termica dispersa in inverno e accumulata d’estate.


I metodi tradizionali per isolare termicamente un edificio sono tre:

Isolamento esterno: per le pareti verticali si dice isolamento a cappotto; i tetti coibentati con questo sistema si dicono invece tetti rovesci o caldi, a seconda che l'impermeabilizzazione sia posta al di sotto dell'isolante o che sia posta sia sotto che sopra l'isolante stesso.

- Riempimento delle intercapedini: consiste nel riempire le intercapedini d'aria delle pareti perimetrali con sostanze isolanti nella forma a fiocchi (cellulosa) o granulare.

- Isolamento interno: consiste nel rivestire interiormente le pareti con materiale isolante ed è una tecnica adottata nei casi in cui non si possa intervenire dall'esterno.

Per coibentazione interna si intende anche qualunque operazione su sistemi presenti senza alcuna modifica di struttura, e quindi con minori costi di intervento. Ne sono un esempio la coibentazione dei cassonetti delle avvolgibili, che normalmente non vengono presi in considerazione ma che di solito sono la causa primaria degli spifferi di aria esterna e di rumori stradali e la coibentazione dei muri sotto-davanzale.

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Tetto coibentato.


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Coibentazione cassoni avvolgibili.


Coibentazione interna.

 
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